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Se questo è un uomo (1966/67)

di Primo Levi
Versione drammatica
di Pieralberto Marché e Primo Levi

Regia di Gianfranco De Bosio,
Giovanna Bruno e Marta Egri
Scene e costumi di Gianni Polidori

Umberto Ceriani (Aldo), Enrico D’Amato (Alberto), Renato Chiantoni (Flesch), Laszlo Joo (Il dottore ungherese), Antonio Francioni (Schlome), Janos Dömsödy (Adler), Jean François Chaix (Jean), Czlaw Bogdanski (Nogalla), Paride Calonghi (Resnyk), Umberto Tabarelli (018), Antonio Piovanelli (Szanto), Virgilio Zernitz (Elias), Wlodzimierz Kmicik (Wachsmann), Maurizio Manetti (Walter), Ennio Libras (Henry), Arpad Kishegyi (Il cantastorie), Pierluigi Zollo (Schmulek), Eligio Irato (Alex), Alberto Ricca (Dottore Häftling), Franz Wolf (Il dottor Pannwitz), Armando Spadaro (Sonnino), Marcello Tusco (Goldner), Piero Nuti (Pietro), Adalberto Rossetti (Beppo), Davis Reisel (Kuhn), Riccardo Pradella (Sattler), Claudio Dani (Stawinoga), Francesco Di Federico (Samuelidis), Pierre Chaussat (Charles), Giulio Pizzirani (Arthur), Edgar De Valle (Askenazi), Alberto Hammerman (Schenk), Guerrino Crivello (Towarowsky), Ireneo Petruzzi (Kapo), Maciej Dzienisiewicz (Deportato polacco); Gastone Ciapini, Vincenzo Ferro, Federico Pietrabruna, Alessandro Borghi, Marco De Valle (Deportati); Leda Negroni, Mariella Furgiuele, Clara Droetto, Stefania Giannotti, Mailù Rezzonico, Laura Mannucchi, Helga Galler (Deportate).

Allestito per la 2. Rassegna Internazionale dei Teatri Stabili di Firenze; in seguito alla catastrofica alluvione che colpì la provincia di Firenze nei primi giorni del novembre 1966, le recite previste dal 12 al 15 novembre al Teatro Metastasio di Prato, a conclusione della rassegna, vennero annullate; la recita del 18 novembre al Teatro Carignano avvenne ufficialmente a titolo di recupero, presenti le autorità di Firenze e di Torino.
Allo spettacolo viene assegnato il premio IDI St. Vincent 1967 come miglior novità italiana della stagione.

Torino, Teatro Carignano di Torino, 18 Novembre 1966